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Albendazole

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Albendazole è un antiparassitario benzimidazolico in compresse. È destinato a persone con parassitosi diagnosticate o fortemente sospette. La dose è indicata sulla confezione: seguire il foglio illustrativo.

Descrizione

Albendazole è un antiparassitario benzimidazolico in compresse. La dose è indicata sulla confezione: seguire il foglio illustrativo. È impiegato contro diverse infezioni da vermi intestinali e alcuni parassiti sistemici e destinato a persone con parassitosi diagnosticate o fortemente sospette.

Composizione

La dose è indicata sulla confezione: seguire il foglio illustrativo. Appartiene agli antielmintici benzimidazolici, farmaci antiparassitari attivi contro numerosi nematodi intestinali e contro alcune infestazioni dei tessuti.

Dopo l’assorbimento, il fegato trasforma l’albendazolo nel metabolita attivo albendazolo sulfossido. Questa sostanza raggiunge i parassiti attraverso il sangue e mantiene attività anche nelle infestazioni che non restano limitate all’intestino.

Dosaggio e modalità d'uso

La dose è indicata sulla confezione: seguire il foglio illustrativo. La durata cambia in modo netto secondo l’infezione. Per ascaridiasi, enterobiasi, ancilostomiasi, necatoriasi e tricuriasi, seguire le istruzioni del foglio illustrativo per adulti e bambini.

Per l’enterobiasi può essere necessaria una seconda somministrazione, perché il farmaco elimina i vermi ma non sempre le uova presenti nell’ambiente. Strongiloidiasi, teniasi, hymenolepiasi e alcune infezioni miste possono richiedere schemi diversi. La giardiasi pediatrica e le parassitosi sistemiche seguono schemi distinti stabiliti dal medico.

Per echinococcosi cistica o alveolare, l’albendazolo viene in genere assunto più volte al giorno con i pasti, in cicli di trattamento prolungati. In questi casi non è un farmaco da gestire come una terapia intestinale breve.

  • Assumere la compressa per via orale, preferibilmente durante un pasto.
  • Per le infezioni dei tessuti, un pasto contenente grassi aumenta l’assorbimento dell’albendazolo sulfossido.
  • Se è previsto un ciclo di più giorni, cercare di mantenere lo stesso orario.
  • Una dose dimenticata va assunta quando ci si ricorda, salvo sia quasi il momento della dose successiva.
  • Non raddoppiare la dose per compensare una dimenticanza.
Il dettaglio del pasto conta soprattutto nelle infezioni sistemiche: una compressa presa a stomaco vuoto può portare a livelli ematici molto più bassi rispetto all’assunzione durante un pasto.

Come funziona

L’albendazolo impedisce la polimerizzazione della tubulina, una proteina che il parassita usa per costruire i microtubuli cellulari. Senza microtubuli non riesce ad assorbire glucosio, esaurisce le riserve energetiche e muore. L’azione è selettiva perché la tubulina dei vermi è più sensibile rispetto a quella umana [1].

Indicazioni

Albendazole viene utilizzato per parassitosi intestinali causate da nematodi e cestodi. La scelta del trattamento dipende dal parassita identificato, dai sintomi, dall’età e dall’eventuale coinvolgimento di altri organi.

Tra le infezioni intestinali trattabili rientrano:

  • ascaridiasi da Ascaris lumbricoides;
  • enterobiasi da ossiuri;
  • ancilostomiasi da Ancylostoma duodenale;
  • necatoriasi;
  • tricuriasi;
  • strongiloidiasi;
  • teniasi;
  • hymenolepiasi;
  • opistorchiasi e clonorchiasi;
  • alcune forme di giardiasi nei bambini.

L’albendazolo è impiegato anche in infezioni sistemiche, nelle quali il parassita può colpire fegato, polmoni, sistema nervoso o altri tessuti. L’echinococcosi cistica e l’echinococcosi alveolare richiedono cicli terapeutici più lunghi, controlli clinici e monitoraggio degli esami ematici.

Schistosoma e amebiasi intestinale richiedono spesso farmaci mirati diversi, perché l’attività dell’albendazolo non è la stessa per ogni parassita. La WHO include l’albendazolo tra i medicinali essenziali per il controllo delle elmintiasi trasmesse dal suolo, insieme a programmi di igiene e trattamento delle popolazioni esposte [2].

Prurito anale serale nei bambini e nei conviventi è compatibile con enterobiasi. In questa situazione la reinfestazione familiare è frequente: lavaggio accurato delle mani, unghie corte e cambio quotidiano di biancheria riducono il rischio di un nuovo contagio.

Confronto

Gli antiparassitari non sono intercambiabili. Ogni molecola ha indicazioni diverse.

Principio attivo Meccanismo e spettro Impiego più frequente
Albendazolo Blocca la tubulina; attivo contro molti nematodi e alcuni cestodi Vermi intestinali, echinococcosi e alcune infezioni sistemiche
Mebendazolo Blocca la tubulina soprattutto nell’intestino Ossiuri, ascaridi, tricocefali e altri nematodi intestinali
Praziquantel Aumenta la permeabilità al calcio del parassita Schistosomiasi, molte tenie e trematodi
Ivermectina Agisce sui canali del cloro dei parassiti Strongiloidiasi, scabbia e alcune filariosi

Mebendazolo tende a restare maggiormente nel tratto intestinale. Albendazole è preferito quando serve un’azione sistemica, poiché il suo metabolita attivo circola nel sangue. Praziquantel è il riferimento in molte forme di schistosomiasi, mentre ivermectina è spesso scelta per strongiloidiasi e parassitosi legate a specifici nematodi [3].

Controindicazioni

Albendazole non è adatto a chi presenta ipersensibilità nota all’albendazolo, ad altri benzimidazolici o a uno degli eccipienti della compressa. Non è indicato in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, per il possibile rischio sullo sviluppo embrio-fetale.

  • gravidanza o pianificazione di una gravidanza senza una valutazione medica;
  • reazione allergica ad albendazolo o mebendazolo;
  • grave malattia epatica non controllata;
  • valori bassi di globuli bianchi, piastrine o emoglobina senza una causa chiarita;
  • impossibilità di eseguire controlli di emocromo e funzionalità epatica durante un ciclo prolungato.

Quando non è adatto a te

Questo medicinale non è adatto a te se:

  • sei in gravidanza o stai pianificando una gravidanza senza una valutazione medica;
  • hai avuto una reazione allergica ad albendazolo o mebendazolo;
  • soffri di grave malattia epatica non controllata;
  • hai valori bassi di globuli bianchi, piastrine o emoglobina senza una causa chiarita;
  • devi iniziare un ciclo prolungato senza poter eseguire controlli di emocromo e funzionalità epatica.

Durante l’allattamento la decisione dipende dalla durata del trattamento e dalla situazione clinica. Nei bambini sotto i due anni, nelle persone con insufficienza renale e nei pazienti con compromissione epatica la prescrizione richiede una valutazione individuale.

L’albendazolo può scatenare una risposta infiammatoria quando distrugge larve localizzate nel sistema nervoso o nell’occhio. Convulsioni, alterazioni visive, cefalea intensa o confusione non vanno attribuite a una comune parassitosi intestinale.

Effetti collaterali

Nei trattamenti brevi, Albendazole è spesso ben tollerato. I disturbi più comuni sono dolore addominale, nausea, vomito, diarrea, mal di testa e capogiri. Alcune persone riferiscono una sensazione di stanchezza transitoria.

I trattamenti più lunghi richiedono maggiore cautela. Possono comparire aumento delle transaminasi, riduzione dei globuli bianchi, anemia, piastrinopenia e perdita di capelli reversibile. Questi eventi sono più rilevanti nelle terapie per echinococcosi o neurocisticercosi, dove la durata e l’esposizione al farmaco sono maggiori.

Rash cutaneo, orticaria, febbre, gonfiore del viso o difficoltà respiratoria suggeriscono una possibile reazione di ipersensibilità. Ittero, urine scure, dolore nella parte alta destra dell’addome, stanchezza insolita, lividi facili o infezioni ricorrenti richiedono una valutazione medica rapida.

Un mal di testa lieve dopo una dose intestinale non indica automaticamente un’allergia. Un’eruzione diffusa associata a febbre merita invece attenzione immediata.

Errori comuni

Diversi comportamenti possono ridurre l’utilità del trattamento o favorire il ritorno dell’infestazione.

  • Interrompere un ciclo di più giorni appena scompare il dolore addominale.
  • Ripetere una dose singola molte volte senza confermare il parassita responsabile.
  • Dimenticare la seconda dose prevista nell’enterobiasi.
  • Ignorare igiene delle mani, lavaggio della biancheria e pulizia delle superfici quando sono presenti ossiuri.
  • Assumere albendazolo a digiuno durante terapie sistemiche, riducendo l’assorbimento.
  • Non comunicare terapie antiepilettiche, cortisoniche o anticoagulanti.
Le uova degli ossiuri possono restare sotto le unghie. Lavare bene le mani al risveglio, prima dei pasti e dopo il bagno è una misura concreta che accompagna la terapia.

Cosa dicono i medici

Nella pratica clinica, il punto decisivo non è solo eliminare il parassita, ma identificare quale organismo è coinvolto. Un esame delle feci, un test specifico o un quadro epidemiologico chiaro permettono di scegliere la durata corretta e di evitare cure incomplete.

I medici osservano che l’errore più frequente nelle infestazioni da ossiuri è trattare solo il sintomo e trascurare la reinfestazione. Nei casi sistemici, invece, il problema opposto è sottovalutare la necessità di controlli ematici periodici.

L’albendazolo offre un ampio spettro d’azione. Il limite è che uno spettro ampio non sostituisce una diagnosi precisa.

Domande frequenti

Quanto dura il trattamento con Albendazole?

Per molte infezioni intestinali la terapia può consistere in una sola compressa da 400 mg. Altre infestazioni richiedono più giorni di trattamento, mentre l’echinococcosi può richiedere cicli prolungati. La durata dipende dall’infezione. La scheda prescrittiva FDA del 2021 distingue con chiarezza i regimi brevi per le elmintiasi intestinali dai cicli monitorati per le infezioni sistemiche [4].

Albendazole elimina gli ossiuri con una sola dose?

Una dose può eliminare i vermi presenti nell’intestino, ma non neutralizza le uova già disperse nell’ambiente domestico. Per questo, nell’enterobiasi viene spesso programmata una seconda dose dopo circa due settimane. Igiene delle mani, doccia mattutina e ricambio della biancheria limitano le reinfestazioni. La WHO, nelle indicazioni del 2023, collega il controllo delle elmintiasi anche alle misure igieniche, non solo al trattamento farmacologico.

Posso assumere Albendazole con il cibo?

Sì, la compressa può essere assunta durante un pasto. Nei trattamenti intestinali brevi il pasto serve soprattutto a migliorare la tollerabilità gastrica. Nelle infestazioni sistemiche, i grassi alimentari aumentano in modo rilevante l’assorbimento dell’albendazolo sulfossido. Questo aspetto è riportato nelle informazioni prescrittive FDA del 2021.

Albendazole è indicato per Giardia nei bambini?

L’albendazolo può essere utilizzato in alcune forme di giardiasi pediatrica, ma non rappresenta l’unica opzione terapeutica. Età, peso, sintomi, idratazione e conferma diagnostica influenzano la scelta. Nei bambini con diarrea persistente, sangue nelle feci o segni di disidratazione serve una valutazione tempestiva. Le raccomandazioni terapeutiche del CDC del 2024 per le infezioni parassitarie pediatriche devono seguire protocolli clinici aggiornati.

Cosa fare se compare nausea o mal di testa?

Nausea lieve, dolore addominale e mal di testa possono comparire e spesso sono transitori nei cicli brevi. Assumere la compressa durante il pasto può ridurre il fastidio gastrico. Febbre associata a rash, gonfiore, ittero, urine scure o lividi insoliti richiede invece una valutazione medica immediata. AIFA, nelle informazioni di farmacovigilanza del 2024, raccoglie i dati di sicurezza dei medicinali e le segnalazioni di sospette reazioni avverse [5].

Albendazole può causare anomalie della coagulazione nei bambini con eosinofilia?

L’eosinofilia può indicare una risposta dell’organismo a parassiti, allergie o altre condizioni e non dimostra da sola che l’albendazolo causi un disturbo della coagulazione. Nei cicli prolungati sono possibili alterazioni dell’emocromo, comprese piastrinopenia e riduzione di alcune cellule del sangue. Un bambino con eosinofilia e anomalie della coagulazione richiede esami mirati e supervisione pediatrica prima e durante la terapia. La FDA, nelle informazioni prescrittive del 2021, raccomanda di integrare la terapia antiparassitaria con il monitoraggio dei valori ematici quando il quadro clinico lo richiede.

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Confronto

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Albendazole: recensioni ed esperienze

3.9
Basato su 4 recensioni
Luca, 34
Milano
Lo usa da una dose
Verificata
Valutazione: 4.5 su 5

Avevo prurito serale da diversi giorni e l’esame aveva confermato gli ossiuri. Il fastidio si è ridotto rapidamente, ma ho dovuto ripetere la dose dopo due settimane come previsto. La parte più impegnativa è stata lavare spesso lenzuola e asciugamani.

28 Aug 2026
Paolo, 42
Bologna
Lo usa da tre giorni
Verificata
Valutazione: 4.2 su 5

L’ho assunto per una parassitosi intestinale dopo un viaggio. Ho avuto un po’ di nausea il primo giorno, poi nulla. I crampi sono diminuiti gradualmente, non dalla sera alla mattina.

2 Aug 2026
Chiara, 39
Roma
Lo usa da una dose
Verificata
Valutazione: 3.5 su 5

Pensavo bastasse prendere la compressa e basta. Il prurito è tornato perché non avevo seguito le misure igieniche in casa. Dopo aver ripetuto la terapia e cambiato abitudini il problema si è risolto.

15 Aug 2026
Marco, 51
Torino
Lo usa da terapia prolungata
Verificata
Valutazione: 3.2 su 5

Per il mio caso non era una cura breve. Ho fatto controlli del sangue regolari e qualche transaminasi era salita, quindi il medico ha seguito la situazione da vicino. La gestione è stata più lunga di quanto immaginassi.

23 Aug 2026

Fonti

  1. FDA (2021). ALBENZA (albendazole) tablets: Prescribing Information.
  2. WHO (2023). WHO Model List of Essential Medicines: 23rd list.
  3. Cochrane (2020). Anthelmintic drugs for treating ascariasis.
  4. FDA (2021). ALBENZA (albendazole) tablets: Dosage and Administration.
  5. AIFA (2024). Farmacovigilanza: segnalazione delle sospette reazioni avverse ai medicinali.
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